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Presentazione del carteggio mettendo al centro l’appassionato impegno per la pace dell’autore de “La ragazza di Bube”.

Cassola e il disarmo. La letteratura non basta

Omaggio allo scrittore Carlo Cassola in occasione del centenario della sua nascita.

Cassola e il disarmo. La letteratura non basta  Gaccione

Cassola e il disarmo. La letteratura non basta
Lettere a Gaccione 1977-1984 (Tralerighelibri Editore)
Omaggio allo scrittore Carlo Cassola in occasione del centenario della sua nascita.

Presentazione del carteggio mettendo al centro l’appassionato impegno per la pace dell’autore de La ragazza di Bube.

Domenica 26 marzo 2017 alle ore 11:00
Saronno, Cooperativa Popolare Saronnese, Sala Conferenze, Via P. Micca, 17

Ne discuteremo con: Angelo Gaccione, Federico Migliorati, Cataldo Russo

Ente Organizzatore Associazione Paolo Maruti Onlus in collaborazione con Italiana Assicurazioni, Ag. di Saronno.

Ingresso libero (è gradito un libero contributo per sostenere l’iniziativa).


Carlo Cassola (1917–1987), lo scrittore di successo che sognava il disarmo unilaterale
“Basterebbe che un solo popolo si ribellasse al ricatto della difesa per mettere in crisi il militarismo dappertutto. Patriotticamente mi auguro che questo popolo più intelligente degli altri sia il mio”. Queste parole sono tratte da “La rivoluzione disarmista“, una delle ultime opere di Carlo Cassola, scrittore nato il 17 marzo del 1917 a Roma, apprezzatissimo per i suoi romanzi e pacifista convin-to. Da giovane partecipa alla Resistenza partigiana, esperienza che riecheggerà in parecchi suoi romanzi.  La sua produzione letteraria è fortemente segnata dall’intreccio spesso problematico tra le tematiche della Resistenza e quelle esistenziali, tra stile realistico e trasfigurazione poetica. Vince il Premio Strega con La ragazza di Bube nel 1960, ma viene bersagliato dalle dure critiche di esponenti autorevoli del panorama letterario dell’epoca. A un certo punto, però, Cassola decide di far sentire la sua voce in un altro campo, quello dell’impegno politico e del dibattito sulle vicende storiche del tempo, dominato dalla Guerra Fredda e dalle tensioni tra gli Stati. Un gesto coraggioso, da parte di un uomo che, dopo tutto, niente aveva da perdere. Cassola si espone in prima persona e nel 1978 convoca a Firenze il congresso di costituzione della Lega per il disarmo unilaterale dell’Italia. Rinunciare per primi alle armi, secondo lo scrittore, sarebbe stato l’unico modo per far cessare le guerre nel mondo, avviando una catena virtuosa che avrebbe dovuto portare all’abolizione di qualsiasi esercito. La proposta viene accompagnata da diverse pubblicazioni saggistiche e da un appello rivolto agli intellettuali italiani, e incontra il sostegno della Lega socialista dei radicali, allora guidata da Francesco Rutelli. Ma non riesce ad entrare nelle stanze dei politici che contano con la stessa semplicità e naturalezza con cui le storie di amore, lavoro e guerra dei racconti di Cassola avevano saputo entrare nelle case di milioni di italiani.

Angelo Gaccione è stato l’intellettuale più vicino a Cassola nella sua strenua e appassionata campagna pacifista. Di sicuro è stato il solo, dopo la morte dello scrittore, a tenerne desta nei suoi scritti, l’idea del disarmo unilaterale. A Cassola toccò la stessa sorte vissuta negli anni precedenti da Pasolini, fatta di avversione, ostilità, isolamento. Con rare eccezioni, questo fu l’atteggiamento dell’ambiente intellettuale al quale era da sempre appartenuto, e da cui si aspettava un convinto appoggio al suo impegno per il disarmo.
Disarmo caparbiamente ribadito con scritti e conversazioni, fino a quando ne avrà le forze, dalla fine degli anni Settanta del secolo scorso a oltre la metà degli anni Ottanta; disarmo colto nella sua drammatica urgenza non più dilazionabile, e che lo porterà a fondare anche una Lega disarmista.
Un’urgenza che le lettere a Gaccione registrano in tutta la loro lucida spietata consapevolezza.

Ed. Tralerighelibri 2017
A cura di Federico Migliorati e Angelo Gaccione

Angelo Gaccione è nato a Cosenza. Narratore e drammaturgo ha pubblicato numerosi libri di saggi, racconti, aforismi e testi teatrali. Fra i più noti ricordiamo: Il sigaro in bocca, Manhattan, Disarmo o barbarie (assieme a Carlo Cassola); L’immaginazione editoriale -Personaggi e progetti dell’editoria del secondo Novecento- (assieme a Raffaele Crovi); il best seller Lettere ad Azzurra, La striscia di cuoio. A Milano ha dedicato quattro libri di successo: Milano, la città e la memoria;
La città narrata (tre edizioni); Poeti per Milano; Milano in versi.
Dopo un lungo silenzio editoriale, nel 2013 Gaccione ha pubblicato tutto il suo teatro in un unico volume Ostaggi a teatro. Testi teatrali 1985-2007 in cui compaiono testi come Tradimenti, La porta del Sangue, Stupro, Dal fondo, Pathos, Single, Hermana, La sedia vuota, La seduta, ecc.; e un’elegante edizione aggiornata di Milano città narrata per mesi fra i libri più venduti dedicati a Milano. Nel 2016 ha pubblicato una raccolta di riflessioni e aforismi molto taglienti sotto il titolo Il lato estremo, e ha curato con Giorgio Colombo Intervista a Pier Paolo Pasolini. Torino 1961. Per il suo impegno civile gli è stato conferito il Premio alla Virtù Civica. Vive e lavora a Milano, dove dirige il giornale di cultura “Odissea” a cui collaborano prestigiose firme della cultura italiana ed internazionale.

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